Tiziano. L'ultimo atto. 15 settembre 2007 - 6 gennaio 2008

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IItinerario 4: da Pieve di Cadore a Domegge di Cadore

Pieve di Cadore

Città che diede i natali a Tiziano Vecellio tra il 1488 e il 1490 è il capoluogo storico della valle grazie alla sua strategica posizione geografica che fin dall’epoca romana gli valse il ruolo di riferimento in campo politico, culturale e religioso.

Attorno alla piazza dedicata a Tiziano, con al centro la statua bronzea del pittore, si affacciano le sedi del potere politico e religioso affiancate da nobili palazzi dell’aristocrazia locale, tra le quali si trova anche la Casa del pittore cadorino: l’edificio, dal 1922 monumento nazionale, si presenta come tipica abitazione nobiliare: di modeste dimensioni, in solida muratura, con scala di legno e lungo ballatoio che conduce al primo piano.

Qui Tiziano tornò anche in età avanzata, nel periodo estivo, per ripararsi dall’afoso clima veneziano.

Sede della mostra Tiziano. L’ultimo atto. è la Magnifica Comunità di Cadore: palazzo quattrocentesco autentico simbolo dell’identità locale che ancor oggi svolge l’originaria funzione di sede della Comunità e, accanto ai sontuosi saloni di riunione e di rappresentanza, ospita un’esposizione di stampe ed incisioni di Tiziano e riproduzioni di carteggi a lui appartenuti.

In uno dei saloni del palazzo civico è conservata un’opera di Marco Vecellio Madonna con Bambino; emblema del Cadore; S. Marco; allegorie della Fede e della Fortezza che celebra l’identità della regione cadorina il cui stemma (composto dalle due torri dei castelli di Pieve e Botestagno divisi da un albero) è ritratto ai piedi della Vergine.

All’apparizione centrale della Madonna col Bambino si affiancano le figure di San Marco a sinistra – alla cui protezione si era votato l’intero Cadore e due figure allegoriche la Fede, con il calice nella mano, e la Fortezza, appoggiata alla colonna a destra.

Sempre intorno alla piazza principale si erge la Chiesa di Santa Maria Nascente, uno degli edifici più interessanti della provincia di Belluno per la ricchezza e la varietà delle opere che custodisce; la prima fabbrica risale ad un periodo anteriore al Mille; l’edificio attuale (1761-65) progettato dall’architetto Domenico Schiavi ha sostituito, nel 1813, la precedente costruzione gotica perdendo il coro decorato da Tiziano e Bottega con il ciclo di affreschi dedicato alla Vergine Maria.

La chiesa arcidiaconale conserva però ancora un dipinto del suo celebre figlio in cui Tiziano stesso si ritrae come silenzioso testimone dell’evento divino: l’intima Sacra Conversazione che ritrae la Madonna con Bambino e Santi Rocco e Sebastiano.

La tradizione vuole che questa tela sia stata eseguita per la cappella della famiglia Vecellio dopo la morte di Francesco avvenuta nel 1560; proprio al fratello maggiore di Tiziano è ascritta la splendida pala d’altare con una Madonna con Bambino e Santi Rocco e Sebastiano realizzata intorno al 1520 per la cappella della famiglia Genova.

Ancora una volta i protagonisti sono i “santi della peste” – i più rappresentati nell’ambito della pittura cinquecentesca bellunese – che sono inseriti in quest’ariosa composizione all’aperto in cui Francesco dimostra un’elevata capacità di elaborazione del soggetto.

Nell’attuale secondo altare laterale destro della navata si conserva infine un’opera del figlio prediletto di Tiziano, Orazio, che in questa Madonna del Rosario con Santi Domenico e Caterina da Siena, databile attorno agli anni ’80, pone i quindici misteri del Rosario come decorazione intorno al profilo superiore della tela. La chiesa di Santa Maria Nascente oltre ai dipinti dei Vecellio, tra cui anche Cesare, conserva opere di Vesperbild, dei due pittori bellunesi Antonio Lazzarini e Gaspare Diziani, Pomponio Amalteo, Leandro Bassano e Palma il Giovane.

Calalzo di Cadore

Antico insediamento e oggi importante centro turistico sviluppatosi su un terrazzo morenico che si affaccia sul lago artificiale di Centro Cadore – ricavato sbarrando il fiume Piave – Calalzo è inserita in uno splendido scenario naturale e si caratterizza per un’edilizia di pregio che alterna “tabià” a solide costruzioni ottocentesche, tra le quali emerge la Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire in cui si conservano otto dipinti (1566) di buona qualità cromatica che un tempo decoravano entrambi i lati delle quattro portelle del reliquiario e che costituiscono l’unica opera documentata di Orazio Vecellio; le tele rappresentano sul recto l’Annunciazione, la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione mentre sul verso sono ritratti i Santi Pietro, Vito, Antonio Abate e Paolo.

Domegge di Cadore

Domegge di Cadore è uno degli insediamenti più antichi e popolosi della media Valle del Piave e si caratterizza per l’alternarsi armonioso di costruzioni rurali e di severe ed eleganti dimore.

Qui si conservano molte opere che provengono dall’inventiva della famiglia dei Vecellio: la Chiesa di San Giorgio Martire custodisce la pala d’altare centinata Madonna con il Bambino e Sante Lucia e Apollonia dipinta da Marco Vecellio nel 1591 (che la critica considera una delle sue migliori prove).

Le due sante, che sono disposte attorno a Maria con il Bambino, sono riconoscibili dai loro attributi riferibili al martirio subito: la tenaglia con il dente per Sant’Apollonia e il piatto con i due occhi per Santa Lucia.

Nella Chiesa di San Rocco si può invece ammirare un’altra opera di rappresentazione votiva contro la peste: infatti Francesco Vecellio negli anni ’30 ha dipinto una pala raffigurante una Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano ritratti – a differenza della pala di Pieve di Cadore – all’interno di un’esedra il cui semi-catino è riccamente decorato con un motivo di grottesche a fondo oro. La composizione è quella classica piramidale con alla base la raffigurazione di un allegro angioletto musicante con il tamburello. La frazione di Collesello nella Chiesa della Beata Vergine della Salute ospita una tela attribuita ad Orazio – Madonna con il Bambino e Angeli – che ripete la composizione del gonfalone situato nell’abside dell’arcidiaconale di Pieve di Cadore a sua volta copia da un originale di Tiziano ripresa dal pittore friulano Pomponio Amalteo.

La chiesa di San Vigilio di Vallesella nasconde il capolavoro di Francesco Vecellio, da poco riscoperto, Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano.

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