Tiziano. L'ultimo atto. 15 settembre 2007 - 6 gennaio 2008

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Itinerario 2: da Belluno a Zoppè di Cadore

Sedico

Il paese sorge alla confluenza tra il torrente Cordevole e il fiume Piave ed è stato per secoli importante punto di passaggio del trasporto su zattera di legname e rame provenienti da Agordino e Cadore. Attorno al commercio e alla lavorazione del legname gravitava la vita di tutti i piccoli centri della zona
e testimonianza del florido commercio che si sviluppò a Sedico sono anche le antiche ville patrizie (Zuppani a Pasa, De’ Manzoni a Patt e Rudio a Landris).
Nella grande Chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata è possibile ammirare uno dei capolavori dell’opera vecelliana che tanto influenzò l’arte locale per lungo tempo la Madonna col Bambino dipinta, tra il 1510 e il 1520, da Tiziano in collaborazione con il fratello Francesco.

La tela rappresenta il superstite pannello di un polittico smembrato dopo la prima guerra mondiale e di cui conosciamo l’impianto solo grazie ad un disegno del Cavalcaselle del 1876.

Splendida è l’immagine essenziale di Maria, assorta nella lettura mentre regge in grembo il Bambino, con due puffi angioletti che si accingono a posarle la corona sul capo.

Belluno

Palazzo Crepadona, sede dell'esposizione, è stato realizzato nel Cinquecento per volere di Nicolò Crepadoni e la costruzione ha previsto l'inglobamento di alcuni edifici già esistenti. All'interno, il cortile è circondato da un portico nel quale è conservato il sarcofago di Flavio Ostilio Sertoriano e della moglie Domizia, risalente al III secolo e portato alla luce verso la fine del Quattrocento. Alcune sale dell'edificio presentano ancora frammenti di affreschi antichi. Il Palazzo oggi ospita la Biblioteca Civica.

Zoppè di Cadore

Il nome di questo antico insediamento alpino viene da una forma dialettale con la quale si intende la zolla di terra ed è situato nella Valle del Ritorto (alla quale si accede direttamente attraverso un’ardita stradina che parte da Forno di Zoldo).

La Chiesa parrocchiale del Paese dedicata a Sant’Anna – di cui il primo edificio fu fatto edificare nel 1528 dal notaio di Pieve di Cadore, ser Matteo Palatini – accoglie la bellissima pala, attribuita da sempre a Tiziano ma più probabilmente opera della bottega, raffigurante la Madonna col Bambino e santi Paolo, Anna e Girolamo. Nonostante abbia subito danni durante l’occupazione napoleonica – quando fu arrotolato e nascosto in un tronco cavo per evitare che fosse rubato – il dipinto manifesta un’elevatissima qualità pittorica. L’opera potrà essere ammirata, in questa occasione, dopo il restauro attualmente in corso, che ha rivelato interessanti sorprese.

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