Tiziano. L'ultimo atto. 15 settembre 2007 - 6 gennaio 2008

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Cronologia
  • 1551
    Tiziano torna a Venezia da Augusta.
  • 1555
    Su progetto di Sansovino sono compiute le fabbriche nuove di Rialto.
    Lavinia, figlia di Tiziano, sposa Cornelio Sarcinelli di Serravalle.
  • 1556
    Carlo V abdica e si ritira a Yuste. Il 21 ottobre muore Pietro Aretino.
  • 1559
    La pace di Cateau Cambresis sancisce la fine delle guerre di religione in Europa e stabilisce il predominio della Spagna e degli Asburgo su gran parte dei territori italiani.
    Viene collocato sull’altare dei Crociferi della Chiesa dei Gesuiti il Martirio di San Lorenzo commissionato a Tiziano
    nel 1548. Muore il fratello Francesco
  • 1565
    Muore papa Pio IV. I turchi assediano Malta, che viene difesa dagli spagnoli.
    Accompagnato da aiuti, fra i quali Marco Vecellio, Emmanuel Amberger e Valerio Zuccato, Tiziano tratta a Pieve di Cadore l’esecuzione degli affreschi per il coro nell’Arcidiaconale in base a propri cartoni il cui contratto sarà stipulato il 18 giugno e 2 luglio 1566. Tra il 1567 e il 1568 l’Amberger e Marco Vecellio saranno a Pieve per portare a termine l’opera.
  • 1566
    Nei Paesi Bassi scoppia una rivolta contro il dominio spagnolo che voleva imporre la controriforma e il tribunale dell’Inquisizione. Viene eletto papa Pio V, mentre a Venezia viene posta la prima pietra della chiesa di San Giorgio Maggiore del Palladio.
    Il Consiglio dei Dieci concede a Tiziano il monopolio sulle stampe che Cornelio Cort e Nicolò Boldrini traggono da sue opere. Giorgio Vasari, a Venezia per aggiornare le Vite, visita la casa di Tiziano a “Biri Grande” e prende nota delle opere esistenti nello studio di Tiziano in corso di esecuzione o a disposizione di eventuali clienti. Tiziano è aggregato dell’Accademia del Disegno di Firenze con Andrea Palladio, Jacopo Tintoretto e altri artisti veneti.
  • 1567
    Il re di Spagna Filippo II invia il duca d’Alba nei Paesi Bassi per reprimervi il movimento protestante. A Venezia viene eletto doge Pietro Loredan.
    Tiziano invia in dono a Roma alcune cose a Pio V, al cardinale Alessandro Farnese e al cardinale Michele Bonelli.
  • 1569 A Venezia un rovinoso incendio distrugge l’Arsenale.
    La Senseria dell’Ufficio del Sale è trasferita ad Orazio, su richiesta del padre Tiziano.
  • 1570
    I turchi occupano la piazzaforte veneziana di Cipro. Muore a Venezia Jacopo Sansovino.
    Alla fine di quest’anno, o all’inizio del 1571, Tiziano spedisce a Filippo II un Tarquinio e Lucrezia.
  • 1571
    Venezia si allea con la Spagna e il Papa contro i Turchi. I Turchi conquistano Famagosta e,dopo aver impiccato Lorenzo Tiepolo, giustiziano barbaramente Marc’Antonio Bragadin (17 agosto). La flotta cristiana sconfigge quella turca nella battaglia di Lepanto.
    In una lettera a Filippo II, Tiziano afferma di avere 95 anni.
  • 1573
    Il 7 marzo Venezia stipula una pace separata con i Turchi, ai quali cede Cipro.
    Nello studio di Tiziano è in corso di ultimazione il grande dipinto Filippo II che offre alla vittoria l’infante don Fernando commessogli dal monarca spagnolo nel 1571 a ricordo del vittorioso scontro navale con Lepanto. Muore la figlia Lavinia.
  • 1574
    Nel gravissimo incendio che distrugge le sale del Collegio e del Senato di Palazzo Ducale scompaiono assieme a molti celebri dipinti anche quelli di Tiziano.
    Tiziano trasmette ad Antonio Perez, segretario di Filippo II, l’elenco delle opere a propria memoria inviate in Spagna e ne sollecita il pagamento.
  • 1575
    Ha inzio a Venezia una nuova, gravissima pestilenza che durerà sino alla metà dell’anno successivo.
    Tiziano insiste presso Filippo II per ottenere il pagamento dei dipinti che ancora non gli sono stati saldati.
  • 1576
    27 agosto: Tiziano muore nella sua casa a Biri Grande, ed è sepolto nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari il giorno successivo. Nel registro dei morti di San Cianciano è annotata l’età, 103 anni. Dopo la scomparsa di Tiziano e del figlio Orazio – morto pochi giorni dopo il padre per peste –, l’altro figlio Pomponio dissipò il patrimonio paterno compresi i dipinti che Tiziano aveva nella casabottega di “Biri Grande”.

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